Un passo avanti…dieci indietro. Questo il riassunto della stagione della Sebastiani che a Milano commette gli stessi errori diventati ormai endemici di una formazione che da tre mesi a questa parte stenta a trovare quella continuità necessaria per spiccare definitivamente il volo.
Ed ora, a 40 minuti dalla fine della stagione regolare, il tempo è finito. La vittoria di Cividale contro Rimini ha aiutato Rieti a non compromettere l’obiettivo playoff, ancora decisamente alla portata, a patto che domenica si batta Torino, difficile ma certamente non impossibile, soprattutto considerando il rendimento interno quest’anno. A preoccupare i classici cali di concentrazione, le scelte scellerate nei momenti topici del match ed una difesa, che anche a Milano, priva di un americano e con Gentile fuori per metà gara per infortunio, ha concesso troppo. L’Urania festeggia il playout matematico, Rieti si interroga su cosa realmente non stia funzionando. Il cambio di allenatore ha portato quel brio durato 40 minuti con l’impresa di Pesaro, ora sembra tutto tornato, come era prevedibile, al punto di partenza.
Stavolta le percentuali non hanno aiutato, e quando l’attacco, che comunque è andato oltre gli 80, stenta, bisogna trovare altre chiavi. Arriverà il playoff, forse, ma senza fattore campo, e con Verona di fronte( salvo ribaltoni dell’ultima giornata). Bene, ma non benissimo, considerando il valore e le ambizioni dei veneti che avranno la “bella in casa”. Pe ora ipotesi che domenica sera potranno diventare realtà. Siamo al capitolo finale di una stagione, ma i problemi restano sempre gli stessi, ed ora gli esami di riparazione sono finiti.
