Inizia la settimana sanremese e quale occasione migliore per dedicare una canzone. Una canzone per il Rieti che si prepara a ripartire in una settimana che domenica porterà gli amarantocelesti sul campo della Boreale, un altro scontro diretto per cercare di restare in lotta in zona playoff e avere ancora un qualcosa da chiedere ad una stagione altalenante e complessa ma dalla quale è sicuramente emerso un qualcosa. E quel qualcosa si chiama Ludovico Attinelli, uno dei più giovani, classe 2008, ma uno dei più decisivi di questa annata. Ruolo portiere, talento smisurato e un po’ di sana follia.
E se ad inizio anno, proprio dopo una grande prestazione contro il Grifone Gialloverde nel match di andata, avevo addirittura scomodato i leggendari Pink Floyd definendolo il ‘Crazy Diamond”, il diamante pazzo, questa volta per commentare quanto fatto domenica allo Scopigno ho preferito restare sulla scia del Festival della canzone italiana. Un incosciente giovane cantava un anno fa sul palco dell’Ariston Achille Lauro, canzone che poi sarebbe diventata icona anche in molte tifoserie d’Italia, ma questo è un altro discorso. Attinelli è un incosciente giovane perché ancora 17enne, 18 anni li compirà ad aprile, forse ancora non è consapevole a pieno di tutta la sua forza. E se dopo 25 giornate ci fosse stato ancora qualche dubbio su di lui, domenica ha tenuto la porta inviolata con due parate mostruose, di quelle che solo i grandi portieri sanno fare.
Le uniche due della partita, ma decisive. Una nel primo tempo con un riflesso super sul colpo di testa ravvicinato di Liotta, la seconda nella ripresa con una deviazione a togliere la palla da sotto l’incrocio dei pali degna del miglior Spiderman, un ultimo gesto tecnico che ha poi portato al triplice fischio. Due interventi che hanno salvato il Rieti e che hanno permesso agli amrantocelesti di continuare ad avere un ottimo trend con le prime della classe. Due interventi che hanno evitato a Paris il secondo ko di fila, con il mister a riconoscere a fine partita che tra le tante difficoltà incontrate le note positive ci sono e sono proprio i ‘piccoli’. Oltre ad Attinelli sono stati Corsi e Luciani, anche loro 2008, a prendersi gli applausi dello Scopigno domenica e allora bisogna ripartire da loro, dagli incoscienti giovani.
